Washington Post: “I militari Usa conducono un programma PSYOP “per ingrandire il ruolo del leader di al-Qaeda in Iraq”
26 Apr 2006 1:16
di Thomas E. Ricks, The Washington Post April 10, 2006
I militari U.S. conducono una campagna di propaganda per ingigantire il ruolo del leader di al-Qaeda in Iraq, secondo documenti militari interni e ufficiali famigliari con il programma. Gli sforzi sono destinati a rendere il suo profilo in modo che qualche ufficiale dell’intelligence militare tenda a sovrastimare la sua importanza e aiuti l’amministrazione Bush a legare la guerra all’organizzazione responsabile degli attacchi dell’11 settembre 2001.
La campagna Zarqawi è stata discussa in molti documenti militari interni. “Demonizzare Zarqawi/risposta all’incremento della xenofobia” afferma un briefing militare Usa del 2004. Vi si elencano tre metodi: “operazioni nei Media”, “Special Ops (626)” (in riferimento alla Task Force 626, una unità militare U.S. d’elite assegnata soprattutto alla caccia in Iraq di ex-ufficiali del governo di Hussein) e “PSYOP” il termine militare U.S. per propaganda…
La campagna di propaganda dei militari è stata ampiamente diretta sugli iracheni, ma sembra che abbia tracimato verso i media USA. Una slide di un briefing riguarda le “comunicazioni strategiche” U.S. in Iraq, preparate per il Gen. George W. Casey Jr., comandante supremo U.S. in Iraq, che descrive la “Opinione pubblica interna” come una dei sei maggiori scopi della guerra americana.
Uno dei briefing internazionali, prodotti dal quartier generale dei militari U.S. in Iraq, dice che Kimmitt ha concluso che, “Il programma PSYOP su Zarqawi è la campagna d’informazione di maggior successo dal…”
Kimmitt è oggi il primo pianificatore dello staff del Comando Centrale che dirige le operazioni in Iraq e nel resto del Medioriente. Nel 2003 e nel 2004, coordinò gli affari pubblici, le operazioni d’informazione e psicologiche in Iraq - ma in una intervista in un briefing interno, afferma che deve trattarsi di un errore poiché, attualmente, non dirige le operazioni psicologiche, e non può parlarne.
Kimmitt dice “vi è chiaramente una campagna informazioni per suscitare la consapevolezza del pubblico di chi sia Zarqawi, soprattutto per il pubblico iracheno ma anche per quello internazionale.”
Uno scopo della campagna è provocare una frattura nella insorgenza enfatizzando gli atti del terrorista Zarqawi e le origini estere, dice l’ufficiale familiare con il programma. “Attraverso una aggressiva Comunicazione Strategica, Abu Musab al-Zarqawi ora rappresenta: Terrorismo in Iraq/Combattenti esteri in Iraq/Sofferenza del Popolo dell’Iraq (Attacchi alle Infrastrutture)/Negazioni delle Aspirazioni dell’Iraq”, asserisce lo stesso briefing…
Il programma Zarqawi non è collegato ad altri sforzi, condotti dalla Lincoln Group, una azienda di consulenza U.S., per piazzare articoli pro-USA sui quotidiani dell’Iraq, secondo un ufficiale in carica al programma, che parla dei retroscena.
È difficile determinare quanto sia stato speso nella campagna Zarqawi, iniziata due anni fa è forse ancora attiva.
La propaganda U.S. in Iraq, nel 2004, è costata $24 milioni, ma include estese costruzioni per uffici e residenze per le truppe coinvolte, così come programmi radio e la distribuzione di migliaia di manifestini con la faccia di Zarqawi, dice l’ufficiale che parla dei retroscena…
L’ufficiale indica che la campagna ha operato, in passato, per parecchi mesi, e vi erano rapporti su rivoltosi tribali iracheni che avevano attaccato uomini di Zarqawi, soprattutto nella conservatrice provincia di Anbar. “Ciò che ottenemmo fu che il popolo di al-Anbar - soprattutto Fallujah e Ramadi - decise di rivoltarsi contro terroristi e combattenti stranieri” diceva il Maggior Generale Rick Lynch, portavoce militare U.S. a Baghdad, nello scorso febbraio.