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Information guerrilla

Bologna: Picchiatori & Polizia

31 Gen 2007 21:30

Comunicato del TPO

Dai giornali di oggi apprendiamo che sono state aperte dalla Procura di Bologna delle indagini su strani personaggi che senza alcun titolo affiancavano personale di Polizia locale in operazioni di ordine pubblico. Questi personaggi (tutti privati cittadini) fanno parte di un’associazione privata denominata Corpo delle pattuglie Cittadine. Scopriamo che il 2 giugno del 2005 siamo stati picchiati da questi personaggi, che si comportavano come poliziotti, agendo di fianco ai poliziotti.
Naturalmente, fino ad oggi, sotto inchiesta per resistenza e violenza a pubblico ufficiale c’erano i militanti che quel giorno contestavano la parata militare.

Il 2 giugno 2004 siamo stati aggrediti da picchiatori sotto gli occhi della Digos. La foto pubblicata oggi dal Corriere di Bologna non lascia dubbi: due agenti della Digos osservano questi personaggi che pur essendo
privati cittadini si trovano a loro completo agio dalla stessa parte delle transenne dove sono posizionate le Forze dell’Ordine, parte della Piazza nella quale nessuno poteva entrare.

Quello che ci chiediamo è:

-> come mai i funzionari della Digos locale sono sempre pronti&solerti a redigere relazioni molto dettagliate quando c’è da indagare su iniziative di movimento e quella mattina non hanno notato nulla di strano? Come mai le relazioni della Digos sui fatti del 2 giugno 2004 non riportano la presenza di questi strani personaggi?

-> che ruolo hanno avuto questi picchiatori nella manifestazione del 21maggio 2005? A che titolo erano presenti? In quali altre situazioni agirono?

-> quale credibilità possono avere oggi le 200 accuse di eversione messe
in piedi in solo due anni dal Pubblico Ministero Giovagnoli e supportate solamente dalle relazioni della Digos? Sono credibili relazioni in cui si descrive per filo e per segno l’attività dei manifestanti e si tace su figuri che agiscono violenza in forma associata?

Da mesi denunciamo la repressione del dissenso in questa città. Tutte le forze sociali, politiche e sindacali dovrebbero pretendere completa chiarezza sul ruolo di questi pattuglianti&pistoleri che agiscono
liberamente per le strade della città, anche a fianco delle Forze dell’Ordine senza che nessuno se ne ponga il problema.
Chiediamo il proscioglimento di tutti gli indagati per la manifestazione del 2 giugno.
Ribadiamo che tutti i procedimenti penali sulle attività di movimento sono solo esclusivamente sostanziati da denunce e relazioni dell’ufficio della Digos.
Relazioni che ad oggi reputiamo come minimo non credibili. Chiediamo che ci sia un’indagine seria sulla questura di Bologna, ufficio Digos, per scoprire se qualcuno ha collaborato con “le truppe speciali”, e chi ha
coperto, da troppi anni, questa faccenda.

Tpo
bologna, 31012007

Comunicato Stampa: Preoccupanti rapporti tra Forze dell’Ordine e Vigilantes

E’ con notevole sconcerto che apprendiamo, dalla lettura dei quotidiani di oggi, che negli ultimi anni alcuni appartenenti al corpo dei “Pattuglianti cittadini” avrebbero affiancato le Forze di Polizia in operazioni di ordine pubblico, trascendendo quindi i compiti e le funzioni che il nostro ordinamento assegna agli stessi “pattuglianti”. Non solo, ma in alcuni casi alcuni appartenenti al corpo avrebbero avuto parte attiva negli incidenti fra manifestanti e polizia che ebbero luogo in almeno due distinte occasioni, ed in particolare in occasione delle contestazioni alla celebrazioni del 2 giugno del 2004. Purtroppo non parliamo di semplici sospetti o supposizioni: l’inchiesta portata avanti dalla Magistratura non sembra dare adito a dubbi circa la completa degenerazione dell’operato di questo corpo, che, in maniera del tutto illegittima e impropria ha concretamente affiancato le forze di Pubblica Sicurezza in più situazioni, in apparente assenso con i responsabili della Questura bolognese.
Riteniamo infatti che l’aspetto più inquietante di questa vicenda sia l’evidente responsabilità (non ci viene un altro termine) di alcuni esponenti delle Forze dell’Ordine nei confronti dell’impiego dei “Pattuglianti”, la cui presenza in talune circostanze non sarebbe stata possibile senza l’assenso e forse l’esplicita richiesta dei responsabili dell’ordine pubblico.
Alla luce di questi fatti, come Partito dei Verdi, non possiamo non sollevare dubbi più che giustificati sull’operato di chi è istituzionalmente preposto a determinati compiti, ed in particolare di quell’ufficio Digos della Questura di Bologna che ha la responsabilità diretta nelle manifestazioni di piazza.
Chiediamo che la Questura di Bologna faccia immediatamente luce su questi avvenimenti, e sulle relazioni che intercorrono con il Corpo dei Pattuglianti cittadini.
Salutiamo con la soddisfazione la decisione della Magistratura di aver avviato questa inchiesta e di archiviare i procedimenti penali a carico di alcuni attivisti di movimento ingiustamente accusati in occasione degli incidenti del 2 giugno 2004, in cui ebbero parte attiva gli stessi “pattuglianti”.
Chiediamo ancora che venga finalmente aperto un dibattito sulle modalità di gestione dell’ordine pubblico nella nostra città, e su tutte le sue degenerazioni, dall’uso abnorme dell’aggravante “eversiva” all’utilizzo di corpi paramilitari in occasioni di pubbliche manifestazioni.
Infine pensiamo che sia necessaria una svolta nei rapporti tra Comune di Bologna e pattuglie civili e che si faccia chiarezza sul tipo di convenzione, per quali fini, con quali costi per la pp. aa., e se non sia il caso di sciogliere ogni convenzione alla luce dei fatti accertati.

La Federazione dei Verdi di Bologna

Comunicato Stampa del PRC

Riteniamo che le notizie di stampa uscite oggi sulla vicenda dei ‘Pattuglianti Cittadini’ e dell’Associazione Volontari della Polizia Locale di Castelmaggiore impegnati in interventi di polizia e di ordine pubblico nel corso delle manifestazioni del 2 giugno 2004 e del 20 maggio 2005 e le successive perquisizioni nelle abitazioni di alcuni di loro che hanno portato alla luce strumenti di offesa (quali tirapugni, manganelli, caschi da poliziotti), scanner per ascoltare le frequenze delle forze dell’ordine, filmati di campi paramilitari o di ‘perquisizioni’ fatte contro cittadini migranti, siano di una gravità talmente elevata che non può lasciare nessuno indifferente.

In primo luogo, per le responsabilità che ci competono, annunciamo che per la seduta di Question Time al Consiglio comunale di venerdì 2 febbraio 2006, presenteremo, insieme agli altri consiglieri dell’Altra Sinistra, domande di attualità al Sindaco per chiedere:
- l’immediata sospensione della Convenzione con i ‘Pattuglianti Cittadini’ per quanto riguarda l’attività degli Assistenti Civici;
- un’indagine amministrativa a tutto campo su tutte le associazioni che partecipano al Progetto degli Assistenti Civici;
- una discussione politica nella Commissione competente e in Consiglio Comunale sul ruolo e sulle funzioni che gli Assistenti Civici
sono chiamati a svolgere.

Nei prossimi giorni verrà presentata anche un’interpellanza parlamentare che chiederà:
- Per quale ragione a Bologna negli ultimi anni c’è stata in diverse occasioni di manifestazioni politiche la presenza dei Pattuglianti a fianco delle forze dell’ordine’
- Perché la Questura di Bologna ha tollerato l’uso della forza da parte di persone che non avevano nessuna autorizzazione a svolgere funzioni di polizia o di ordine pubblico’ Infatti, l’episodio del 2 giugno 2004, è venuto alla luce quasi per caso, quando il Pubblico Ministero, di fronte alla ricerca del ‘pubblico ufficiale’ che avrebbe subito la ‘resistenza’ da parte di uno dei manifestanti denunciato, riceve l’informazione che non si tratta di un agente di polizia di Stato ma di un semplice cittadino.
- Se siano stati attivati procedimenti disciplinari nei confronti dei funzionari che non hanno ‘voluto rendersi conto’ che la presenza di ‘Pattuglianti Cittadini’ a fianco delle forze di polizia nel corso di manifestazioni politiche era illegittima.
- Se il Ministro dell’Interno non ritenga grave il pericolo della presenza di formazioni paramilitari che agiscono sul territorio, così come la vicenda in questione ha messo in luce.
- Se il Ministro dell’Interno non ritenga necessario una più attenta verifica dei requisiti per quanto riguarda associazioni che svolgono compiti nell’ambito di iniziative della Protezione Civile.

Auspichiamo inoltre che sul grave episodio ci sia la ampia presa di posizione (e la condanna) da parte delle forze politiche, delle assemblee elettive, delle organizzazioni sindacali, delle reti di movimento.

Valerio Monteventi - consigliere indipendente Prc
Tiziano Loreti - segretario Federazione Prc di Bologna