Sostieni InformationGuerrilla! Fai una donazione.
Piazza Carlo Giuliani

Information guerrilla

“Addavenì Zapatero”: sul viaggio lisergico del manifesto in Spagna…

11 Mar 2008 19:19

Come sempre cerco di fare, anche stamani ho fatto presto colazione leggendomi online il Manifesto di ieri. ”Addavenì Zapatero”: è il titolo d’apertura sulla prima pagina… e quasi mi strozzo con il cornetto leggendolo. All’interno gli articoli di Maurizio Matteuzzi che divoro (il cornetto già non mi andava più tanto) voracemente. Due volte per esser sincero,per sincerarmi di esser ben sveglio e non sognare. No no,è proprio così…Whaoo! Grazie a Matteuzzi ed il manifesto ho scoperto di vivere, inconsapevole tapino, da ben otto anni nel Paese di un moderno bengodi retto dalle magnifiche, progressive e finanche terapeutiche sorti di una socialdemocrazia “locomotrice della Unione Europea”. Un nuovo miracolo spagnolo il cui artefice, ispiratore e guida politico-spirituale è Zapatero. Come avrò fatto a non accorgermene fino ad ora? La Spagna dell’immaginario italico di tori, siesta, sole & prosciutto è ora surclassato da quello dell’America’s Cup, del ritmo workaholic, dai migliori ristoranti del mondo, del milione di scatole di Viagra vendute e degli 8,4 milioni di bottiglie di Möet & Chandon importate nel 2007! E vuoi mettere con Prodi ed i tristoni del suo governo? Noblesse obblige: questo si che è socialismo perbacco!!!

Ora, tra di noi cari compagne/i del manifesto, senza che Veltroni ci legga, capisco che si è in campagna elettorale. Qui nel Regno di Spagna come nella Repubblica italiana. E che dunque i confronti servono, sono strumenti utili per stimolare l’appetito dei disillusi votanti. Però la propaganda ha i suoi limiti, di cui questa umile vispolemica vuol rendere chiari i contorni. Spero che mi scuserete, però adesso sono ben sveglio e-visto che qui “in Spain” io vivo e lavoro (occupandomi tra l’altro proprio d’informazione..)- sono anche un pò incazzato. Il problema vedete è che comincio ad esser stanco e stufo di ascoltare dall’Italia questa tiritera su quanto è buono, bravo e progressista Zapatero.

Vediamo: quattro anni di governo a guida socialista.
Do you remember? Zapatero vince insperatamente le elezioni del 94, all’indomani del tremendo attentato di Madrid del 11 marzo.Vince grazie alla reazione del popolo contro la guerra alle menzogne di Aznar sulla responsabilità di ETA ed alle scelte del neofranchista Partido Popular di tirare Spagna dentro la aggressione ed occupazione del Iraq. Zapatero, dopo la costituzione del suo inaspettato governo, ritira le truppe. Una scelta applaudita,che però era assolutamente necessaria e non rinviabile dopo il massacro di Madrid e la rivolta popolare che smascherò definitivamente Aznar e le sue responsabilità criminali. Una scelta di stabilità interna importante, alla quale subito dopo il Zapatero “pacifista” fece seguire la riconferma della fedeltà agli Usa e la Nato inviando un grosso contingente (attualmente numericamente similare a quello di Iraq) militare in Afghanistan. Alla quale si è poi aggiunta quella in Libano.. Orbene,con le scelte del governo Prodi&d’Alema si nota qualche differenza o la sintonia è invece grande?

Soprattutto c’è poi l’economia. I dati macroeconomici che riporta Matteuzzi sono veritieri, però bisognerebbe aggiungere che i processi di crescita iniziarono e si svilupparono durante gli otto anni di governo di Aznar e del Partido Popular. “España va bien”. Ricordate il motto dal ’96 fino al 2004? Però allora come adesso,quale Spagna?Sopratutto:chi in Spagna? La grande crescita avvenne in primis grazie alla straordinaria penetrazione in america latina delle imprese spagnole nei settori strategici della energia (come Endesa e Iberdrola) telefonia e comunicazioni (come Telefonica e Movistar) e finanza(come il BBVA o Banco Santander). La penetrazione,sostenuta direttamente anche dallo Stato, ha rappresentato una vera e propria operazione di riconquista coloniale, dilatando enormemente i confini sciovinisti del nazionalismo spagnolo e dell’interventismo politico nello scenario geopolitico di quell’area. Questo lascito viene assunto in pieno dal governo Zapatero. Il suo ruolo di vassallaggio e sostegno al Re di Spagna ed in difesa proprio dell’operare speculativo,mafioso e filo golpista delle imprese e della “Padronal”, la Confindustria spagnola) all’aggressione a Hugo Chavez y Daniel Ortega nell’ultimo Incontro Iberoamericano in Cile ne è forse la rappresentazione grafica più chiara.

L’altro segmento di crescita è rappresentato dal settore edilizio: solo nel 2005 (con un anno e mezzo di governo Zapatero) la Spagna ha costruito più che Gran Bretagna, Belgio e Germania insieme. Un boom immobiliario speculativo pazzesco che ha operato selvaggiamente sui territori (in particolar modo le coste, investiti di macro residence, casinò, campi da golf e parchi tematici), facendo lievitare enormemente i prezzi delle case (in un paese dove la pratica dell’affitto è assolutamente minoritario e carissimo) contribuendo all’indebitamento di milioni di famiglie e la felicità delle banche(adesso ti fanno un credito a 50 anni per comprarti l’appartamento. Se muori lo pagheranno i tuoi figli… che vuoi di più?) Questo senza contare la realizzazione dei mega progetti. Con Zapatero si è inaugurato il nuovo terminal 4 dell’aeroporto di Barajas(una delle realizzazioni faraoniche più inutili,dannose ed in perdita dello Stato). E poi c`é l’AVE di cui tesse lodi Matteuzzi, cioè stiamo parlando del Treno d’Alta Velocità, un progetto che da Valencia ai Paesi Baschi dovrebbe attraversare mezza penisola. Lo stesso modello del TAV in Italia. Migliaia di milioni di euro per un business che è contestato duramente da ambientalisti, comitati di cittadini e, come nei paesi baschi, da grandi movimenti popolari.Un impatto ambientale pesantissimo accompagnato da una riduzione del trasporto locale,passeggeri e merci,ed un aumento dei costi per l’utenza. Però qui è figo,mentre in Italia…

Poi c’è il discorso sulle centrali nucleari: Zapatero aveva promesso di chiuderle… adesso invece rinnova la concessione a quella di Garoña (la prima che assicurò avrebbe chiuso nel suo primo anno di mandato) e dice che bisognerà convivere con il nucleare altri 25 anni… Sai com’è: la Spagna é la locomotrice d’Europa ed ha bisogno d’energia…
Però i successi della macroeconomia che significano per la vita quotidiana della gente?
Il Governo Zapatero ha seguito a piè giunti i processi di sviluppo liberisti avviati della destra (vi ricorda qualcosa?), non solo non ha abrogato la legge di riforma sul lavoro di Aznar (centrato sulla libertà totale ai padroni per licenziare, flessibilizzare e precarizzare la forza lavoro), ha iniziato un progetto per accentuarne la subalternità ( in uno Stato dove la percentuale di assunzioni tramite agenzie interinali è il più alto d’Europa)e aumentare l’età pensionabile. I famosi “tre milioni di posti di lavoro” sono un trucco alla Berlusconi: i dati recenti della disoccupazione dicono come il tasso di crescita dei contratti indefiniti è il più basso dell’ultimo decennio. Il lavoro é stagionale,precario, a progetto,a tempo determinato. O al nero.Contando sull’esercito di forza lavoro immigrata. Che però sono “troppi ed illegali”: per cui 300.000 dovranno essere espulsi (dichiarazione della stessa vicepresidenta Della Vega l’altro ieri al el Pais) da quella Spagna della “accoglienza ”,in cui ancora in vigore è la stessa “ley de extranjeria”di Aznar che è ancor peggio (tu immagina…) della Bossi-Fini. Una Spagna “socialista” il cui simbolo è rappresentato dai muri della vergogna delle colonie di Ceuta e Mellilla: avamposti del modello di libertà della Fortezza Europa.

Ma parlando di libertà: quel Zapatero che tanto piace dei matrimoni gay&lesbo è lo stesso che non tocca la legge sull’aborto attuale (che,caro Matteuzzi, è ben altra cosa della 194 la quale -nella sua limitatezza- contiene un principio fondamentale che è il diritto delle donne a decidere) che delega nei fatti ai medici se e quando abortire.E di mammane ancora si muore in questa Spagna tanto moderna(se non hai i soldi per andare a Londra o in Francia, claro). Il problema è che quando si parla di “autodeterminazione”, a tutti i livelli, le viscere più oscure e revansciste di Spagna si rivoltano. Qui lo Stato unitario è una invenzione ed una eredità imperiale e del franchismo. Come il Re Juan Carlos (designato dallo stesso Caudillo fascista Franco come suo succesore).Intoccabili. Autoderminazione sa troppo di rivendicazioni storiche (però molto attuali) di popoli come il basco, il catalano ed il gallego. Però nella progressista Spagna di Zapatero parlare di questo significa essere od appoggiare i “terroristi”. E con il nemico interno qui no si scherza. La pratica della tortura è garantita e protetta da tutti i governi succedutesi (da quello degli squadroni della morte del GAL di Felipe Gonzales e Perez Rubalcaba a quelli di Aznar ed oggi di Zapatero e-ancora lui-Perez Rubalcaba tutt’ora oscuro ministro degli interni). Pratica non occasionale,bensì scientifica ed organica ai distinti corpi repressivi dello Stato. Baschi,dissidenti politici, militanti dei centri sociali,”islamisti” e migranti sono oggetto delle varie Abu Grhaib in versione iberica .”Ma và! Non è possibile!” dirà qualcuno. Non lo dico io, si badi bene(che vivo a Bilbao e conosco personalmente circa una ventina di torturati sotto governo socialista), bensì i rapporti degli ultimi 4 anni di Amnesty International, il relatore contro la tortura dell’ONU,e la commissione per i diritti umani della Unione Europea.

Così come essere della sinistra radicale ed indipendentista suppone, come nelle ultime settimane, sospendere altri due partiti di massa (con parlamentari, sindaci, consiglieri comunali e provinciali),illegalizzare non le pratiche violente,bensì le idee e la attività politica pubblica ,chiudere quotidiani,arrestare decine di dirigenti politici(gli stessi che sedevano come interlocutori politici del PSOE durante il naufragato “processo di pace”!) ,avvocati, giornalisti, professori universitari, militanti di base o semplici simpatizzanti con l’accusa di essere “sulla soglia di una affinità politica con l’intorno di ETA”.. cioè un teorema delirante che fa del sillogismo interpretativo per inventarsi reati inesistenti… Nelle carceri sono attualmente circa 750 i detenuti politici baschi ( su una popolazione di 2 milioni e mezzo di persone). Nella Spagna di Zapatero la inquisizione si fa “moderna”.. però riti e prassi continuano nella sostanza uguali. Mostruosità giuridiche affinate in uno “stato di diritto” dove si fanno leggi ad hoc contro l’opposizione politica di sinistra e si applicano in un Tribunale speciale (diretta continuazione di quello d’Ordine Pubblico di Franco) come è la Audiencia Nacional di Madrid, che ha come pari solo quello esistente in Turchia.

Mi spiace caro Manifesto, però quel che io vedo che esiste nella Monarchica Spagna dei “film forti e degli Oscar ad Almodovar”, è una vera e propria emergenza democratica.
Certo, il vanto di Zapatero è stato il suo “talante”, le sue buone maniere e gli occhioni da Bambi. In confronto all’arroganza ed al ghigno maniacale di Aznar chiaro che non c’è partita. Pero la politica è altra cosa. E attualmente Zapatero ricorda più ad un ibrido tra Jekill e Mister Bean che a Bambi. Anche perché, parlando di favole, il lupo si traveste da Capuccetto Rosso. Pero il Manifesto è già grandicello assai oramai e dovrebbe saperlo. Così come il rappresentare la realtà in funzione dei propri desideri non aiuta certo a realizzarli…
E sopratutto non fa bene alle sinistre. Italiane e spagnole.

Nicola Latorre