Votare? Partire! Adesso basta Bertirospi, que se vayan todos
2/3/08 23:25 | tag: elezioni, italia, Politica| correlati
- Questa volta no. Votare è una cosa seria, astieniti. Un appello: “Il 13 aprile non voteremo, non ci piegheremo ad alcun ricatto, diremo no ad elezioni truffa che preparano la legislatura dell’americanizzazione integrale del sistema politico italiano. Una legislatura i cui contenuti essenziali sono già tracciati dall’intesa Veltroni-Berlusconi, un’intesa coperta a sinistra dall’arlecchinesco arcobaleno di Bertinotti”
- Il boicottaggio delle elezioni di Michele Basso La parola d’ordine del boicottaggio è sacrosanta purché con una piattaforma che renda impossibili gravi equivoci
- GLI AVVOLTOPI DELLE TRE DESTRE. Adesso basta Bertirospi, que se vayan todos: scheda annullata! di Fulvio Grimaldi “Annullare la scheda dell’antipolitica, stare con la politica vera di Vicenza, Val di Susa, i Zero-rifiuti, Cobas… C’è chi invoca l’astensione, inconsapevole della quasi totale irrilevanza di un dato numerico che può essere attribuito a semplice e indistinta insofferenza al solito trucco elettorale. Le schede annullate significano invece un’attiva manifestazione di volontà politica e rappresentano nel loro incremento esponenziale una spada di Damocle su governanti e “oppositori”, nonché un terreno di coltura per la rinascita di una sinistra che non sia la maschera di carnevale del padrone”
- La legge elettorale è incostituzionale un dibattito su Megachip.info con una nota di Giulietto Chiesa
- Elezioni politiche fuorilegge Un ricorso al Tar contro la legge elettorale
- La posizione dei COBAS sulle elezioni: “Nella Sinistra arcobaleno ci sono i partiti più responsabili dello sfascio a sinistra, della divisione e tentata disgregazione dei movimenti, i partiti che più hanno dato ’scandalo’ a giovani e meno giovani, togliendo la voglia, con il loro trasformismo senza limiti, a milioni di persone di continuare a battersi per un mondo migliore”
- Letamaio elettorale. L’operaio e il figlio del padrone “Mai come con questa legge il voto è privo di qualsiasi natura di decisione, ma è mero assenso alle scelte altrui, cioè della classe dirigente politico-sindacale che governa. Mai come oggi disertare le urne significa esser vivi, liberi e irriducibili al dominio presente”







