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Minority Report

Ricordando Stefano Chiarini

8/2/07 3:38 | tag: | correlati

8 Feb 2007 3:38


E’ doloroso accettare che Stefano Chiarini è partito per un viaggio senza ritorno.
La coscienza che non è sostituibile nel suo ruolo e lavoro pesa come un macigno.
Il pezzo di strada che abbiamo fatto insieme in Libano e in Iraq sono stati per me un premio, purtroppo brevissimo.
Mille volte sfortunati per averlo perso ma ancora più fortunati per averlo conosciuto nella sua umanità, con il suo cuore grande, immensamente generoso, pieno di coraggio, sempre sorridente, da quel leader senza ego quale era.
Stefano era combattivo e testardo perché non voleva restare zitto né poteva rimanere indifferente.
Uno degli ultimi leoni del giornalismo libero e responsabile, capace di farsi carico del dolore degli altri e di raccontarlo, senza veli, puntando il dito su quanti questo mondo lo stanno distruggendo con le armi e con le parole.
I suoi articoli su il manifesto sono stati una boccata d’aria, una cura contro la Restaurazione che il giornalismo (anche di sinistra) sta attraversando in questi anni.
Stefano continuerà a brillare nel cuore di molti, in Italia e in Medio Oriente.
Mettersi sui suoi passi per seguire quella strada che ci ha indicato con sufficiente splendore è tutto quanto resta da fare.
Le sue orme non si perderanno nella notte.
“Un uomo è la sua causa”, ha scritto Ghassan Kanafani e Stefano era la causa dei popoli oppressi, un portatore di pace, di speranza, laddove era buio e tenebra.
Grazie di cuore Stefano, anche per questa difficile eredità che lasci.

Un abbraccio di cordoglio alla moglie, ai figli, ai familiari, alla redazione de il manifesto, ai compagni e alle compagne che l’hanno seguito e amato

Patrizia Viglino


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