Schivando il Muro - di Kristin Ess
22/12/06 23:04 | tag: apartheid Wall, Israele, Palestina| correlati
La Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia ha condannato due anni fa il Muro israeliano in Cisgiordania, e pur tuttavia la sua costruzione continua.
Nella parte nord-est di Gerusalemme decine di migliaia di palestinesi sono separati gli uni dagli altri, separati dalle loro scuole, chiese, moschee, separati dai servizi medici.
Il villaggio di Biddu ha perduto il 45% del suo territorio, incluso 1/3 delle sue terre agricole. Allo stesso modo nella parte nord-ovest di Gerusalemme, Israele si è preso il 76% [delle terre del villaggio] di Beit Surik.
Il Natale di quest’anno è molto più problematico, non solo per i cristiani palestinesi che cercano di attraversare il Muro per raggiungere Betlemme, ma anche per quelli che cercano di raggiungere Gerusalemme.
La Corte Internazionale di Giustizia ha decretato esattamente che:
“La costruzione del Muro che Israele, la potenza occupante, sta costruendo nei territori palestinesi occupati, sia dentro che intorno a Gerusalemme, e il regime che vi è associato, sono contrari alla legge internazionale”.
“Israele è obbligato a terminare le sue violazioni della legge internazionale; si trova obbligato a cessare immediatamente i lavori di costruzione del muro eretto nei territori palestinesi occupati, inclusi quelli dentro e intorno a Gerusalemme, a smantellare immediatamente le strutture situate al suo interno e di respingere o rendere immediatamente nulli tutti gli atti legislativi e giudiziari a ciò riguardanti, in accordo con il paragrafo 151 di questo Parere”.
“Israele è obbligato a compensare di tutti i danni causati dalla costruzione del Muro nei territori palestinesi occupati, sia dentro che intorno a Gerusalemme”.
“Tutti gli Stati sono obbligati a non riconoscere l’illegale situazione risultante dalla costruzione del muro e a non dare aiuto o assistenza nel mantenere la situazione creatasi con tale costruzione; tutti gli Stati firmatari della IV Convenzione di Ginevra relativa alla Protezione dei Civili in tempo di Guerra del 12 Agosto del 1949 hanno inoltre l’obbligo, nel rispettare la Carta delle Nazioni Unite e la legge internazionale, di assicurare che Israele si conformi alla legge umanitaria internazionale espressa da questa Convenzione”.
I palestinesi a Betlemme e Gerusalemme ancora sperano che loro, e i loro visitatori, saranno in grado di attraversare il Muro per le funzioni del Natale.
Il sindaco di Betlemme, dott. Victor Batarsa, e il Patriarca Latino della Terra Santa, Michel Sabbah, ospitano una delegazione ufficiale di Cristiani delle chiese del Regno Unito, incluso il vescovo di Canterbury e l’arcivescovo di Westminster.
Si sono incontrati questa settimana nel Centro per la Pace di Betlemme che si trova nella piazza della Mangiatoia di fronte alla Chiesa della Natività.
Dottor Batarsa spera che, durante questo Natale, ci sia una maggiore attenzione sulla situazione a Betlemme e sull’impatto del Muro.
L’OLP ha pubblicato statistiche che indicano come “ circa il 47,6% della Cisgiordania Occupata verrà de facto annessa a Israele, in modo da assicurare che le illegali colonie israeliane non solo restino dove sono ma che anche si espandano”.
E sebbene Israele cerchi di far credere alla comunità internazionale che il Muro stia confiscando molte più terre palestinesi per assicurare la propria sicurezza, anche l’ organizzazione israeliana per i diritti umani B’Tselem ha pubblicato moltissimi studi che documentano il contrario.
Lo stesso anno che la corte penale internazionale (ICJ) ha espresso il suo parere, B’Tselem ha scritto che il tracciato del Muro “si basa su considerazioni estranee e che hanno poco a che vedere, se ne avessero, con la sicurezza dei civili israeliani. Una delle principali considerazione del governo è stata l’inclusione di quante più colonie possibili a ovest della barriera [ndt, in Cisgiordania] per aumentare le probabilità della loro annessione a Israele”.
Dottor Batarsa ha detto alla delegazione inglese, “E’ una sfida globale per rompere l’embargo patito dalla città di Betlemme e da tutto il popolo palestinese”.
Fino ad ora, nulla è stato fatto per contrastare il governo israeliano, nella sua quest per prendersi la Palestina storica, dove i palestinesi avranno il 12% [del territorio] una volta che il Muro sarà completo.
Le aree che restano ai palestinesi in Cisgiordania sono descritte come “ghetti” che diventano sempre più piccoli e sempre più recintati. Palestinesi che vengono separati dai palestinesi.
La conclusione dell’OLP sul problema è stata concisa: “Israele vuole la terra dei palestinesi ma non vuole il popolo palestinese”.
Fonte: PNN, 22 Dicembre, 2006
Traduzione a cura di patrizia viglino
22/12/06 23:04 | tag: apartheid Wall, Israele, Palestina| correlati







